Le soluzioni per inquinare meno sono davvero efficaci?

Postato da Paolo Camerin |25 set 15 | 0 commenti

Le soluzioni per inquinare meno sono davvero efficaci?

Quello che riporto sotto è un’articolo che scrissi nel noembre del 2011 in merito alla metodologia utilizzata ancora oggi per controllare le emissione delle automobili in fase di omologazione. Ora, finalmente, dopo lo scandalo Volkswagen forse cambieranno modo di svolgere la prova per renderla più vicina alla realtà!!

 

“In fase di omologazione delle vetture le case automobilistiche sono obbligate a rispettare le direttive dettate dal ciclo di omologazione NEDC (New European Driving Cycle) stabilito dalla direttiva UE 91/441/CE.

Questa normativa prevede una serie di test che devono essere uniformi e ripetibili. Per garantire la ripetibilità i test vengono eseguiti non su strade o in una pista ma su dei rulli dinamometrici in laboratorio a temperatura e umidità controllate e costanti, prendendo quindi in esame solo un ridottissimo e insignificante range di utilizzo.

All’interno di questi laboratori vengono simulati il ciclo urbano e il ciclo extraurbano. Il test ha una durata complessiva di pochi minuti per una percorrenza simulata di 11 km. Viene presa come velocità media del ciclo urbano 19 km/h e la velocità massima è 50 km/h per un totale di percorso simulato di 4,052 Km, mentre per il percorso extraurbano la velocità della prova, su un percorso simulato di 6,955 km, è di 62 km/h quella massima di 120 Km/h, non viene quindi presa in considerazione la percorrenza autostradale.
Essendo poi la vettura ferma, non c’è la forza generata dal attrito con l’aria che viene calcolata, in modo approssimativo, dal banco usato per il test con degli algoritmi. Il test NEDC non tiene in considerazione molti aspetti importanti, che sono poi quelli che danno origine alla quantità maggiore di emissioni nocive, come il pieno carico (acceleratore premuto fino in fondo) e i passaggi da un regime all’altro che in gergo tecnico si chiamano transitori così come realmente avvengono ma solo simulando accelerazione positive e negative costanti.

Credo sia logico chiedersi se il test, così come viene eseguito oggi è davvero rappresentativo della realtà di utilizzo o invece troppo limitato. Quante volte nel normale uso quotidiano dell’auto riusciamo per esempio ad accelerare e decelerare in modo costante? Altro dato significativo quanto leggiamo sulla stampa specializzata, dove i dati di consumo di carburante rilevati durante la prova
su strada, differiscono da quelli dichiarati dal costruttore risultando essere sempre superiori. Il consumo di carburante è direttamente proporzionale alle emissioni prodotte dall’auto, per cui, visto le
differenze fra dati dichiarati e dati rilevati, è evidente che ci sono delle differenze anche in termini di emissioni prodotte.

Con il test così come è concepito oggi, non riusciamo a sapere come si comporta realmente l’auto in fatto di emissioni . Con l’elettronica che oggi governa il motore è facilissimo fare in modo che a 10 km orari l’automobile abbia un livello di emissioni nocive che rientrano nella norma basta programmare la centralina in modo che la miscela aria/benzina sia “magra” e il gioco è fatto.
E allora che senso hanno le norme anti inquinamento? Perché in fase di omologazione non si prevedono dei test più completi che prendano in esame un numero maggiore di situazioni che siano più vicine al reale di utilizzo dell’auto?”